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Wrestling e bambini per educare

Chi lo ha detto che Wrestling e bambini non vanno d’accordo?

Giovedì 12 novembre ho vissuto un tuffo nel passato, ho potuto assistere, tramite una nostra inviata, allo spettacolo di Wrestling della WWE tenutosi a Bologna con tanto di Red Carpet!
Erano gli anni ’80 ed io mi divertivo a guardare il wrestling con mio papà. Alzate la mano se anche voi, almeno una volta da ragazzine, non avete visto il leggendario Hulk Hogan. Dai, il biondone coi baffi da vichingo. Chi non se lo ricorda!

Insomma, durante la serata ci sono stati molti match dove, diversi atleti del calibro di Cesaro, Big Show, Dolph Ziggler, Zack Ryder e tanti altri, si sono esibiti davanti a un pubblico in visibilio. Donne, uomini, ragazze, ragazzi e famiglie con bambini, tutti coinvolti positivamente e in modo ematico nei vari incontri dove Superstar che Divas hanno saputo emozionare e divertire.

Vedere un match di wrestling dal vivo è senza dubbio un’esperienza completamente differente da quella che si vive tramite lo schermo della televisione. Dal vivo, la spettacolarizzazione di questo sport è amplificata dal pubblico urlante, dai rumori, dalle espressioni, dal modo di comunicare dei vari Talent e da come agiscono sul ring stesso. Un pubblico completamente in delirio e se fate un giro su instagram o twitter cercando #WWEBologna potrete vedere coi vostri occhi quanto il pubblico fosse coinvolto grazie a foto e tweet fantastici.

Partecipare alla promozione di questa serata è stata indubbiamente un’esperienza emozionante e anche illuminate, mettendo in evidenza come uno sport possa unire le persone (dai più piccoli ai più grandi) e renderle partecipi dell’evento stesso.
Il wrestling si è rivelato uno sport che da grande spazio al suo pubblico, ma che allo stesso tempo lo “limita” nell’entusiasmo, mettendo dei “paletti ben precisi” con la campagna Don’t try this at home, ribadendo di non replicare mai quello che si vede sul ring, di non strumentalizzare mai la violenza, perchéé quella che si vede in questo show non è vera, ma fatta di mosse fini a se stesse. Non a caso non si vedono mai sangue o visi tumefatti.

Tutto quello che si vede insomma è programmato e fatto con grande esperienza, per questo non bisogna cedere alla tentazione di imitare e replicare le mosse su altri, perché il Wrestling non parla di violenza, bensì di lavoro duro, costanza, dedizione, rispetto delle regole e dell’avversario.

Be a Star un’associazione per la lotta contro il bullismo

È proprio partendo anche da questi, dall’idea del rispetto delle regole e dell’avversario, che la WWE, negli USA, si fa promotore attivo nel supporto contro la violenza e il bullismo.
Dal 2011 con il movimento Be a Star (Show Tolerance And Respect), la sua missione è di garantire un ambiente sociale positivo ed equo per tutti senza distinzione di età, razza, religione o orientamento sessuale. Ognuno, a modo suo, è una stella e Be a Star lo sta promuovendo con metodi di interazione sociale positivi, incoraggiando un atteggiamento rispettoso e di uguaglianza. È in quest’ottica che l’associazione ha presentato un programma di studi anti-bullismo gratuito: una risorsa per gli insegnanti che potranno allinearsi con gli standard educativi nazionali. Inoltre le Superstars e Divas WWE, due o tre volte al mese visitano scuole o centri sociali per parlare con gli studenti di bullismo raccontando anche esperienze personali.

Io ho davvero imparato molto su questo sport e spero anche voi.

Last but not least, se avete perso le due tappe italiane, la WWE torna in Italia nel 2016. Il prossimo anno potremo vedere i nostri beniamini ad Aprile con 2 tappe importanti: 13.04 a Milano e 14.04 a Firenze.
Noi siamo pronti per prenotare il biglietto per tutta la famiglia. E voi?

Post in collaborazione con

WWE

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