Alfabetizzazione digitale, Family High Tech

Tecnologia a piccoli dosi

bambini e tecnologia

 

A che età è giusto far avvicinare i bambini alla tecnologia? I piccoli oggi imparano prima ad utilizzare il cellulare/pc/tablet e poi la penna/matita o forse queste ultime non impareranno mai ad utilizzarle. Anche voi avete notato questa cosa? Noi ancora ci imbarazziamo davanti ad un nuovo smartphone o una nuova app mentre loro, i bambini digitali, smanettano tranquilli tra tablet e smartphone di ultima generazione e lo fanno con una estrema naturalezza da renderli quasi alieni.

ipad

Il primo approccio con la tecnologia dovrebbe iniziare non prima dei diciotto mesi, secondo alcuni studi, ma sappiamo tutti che non è così. Esistono tanti giochi  intelligenti che stimolano lo sviluppo intellettivo del bambino, che facilitano la conoscenza con le lingue straniere e con la musica. Grazie alla tecnologia oggi è più semplice anche fare una ricerca scolastica, basta navigare in internet e impostare la parola chiave. Ma quanto era emozionante scrivere fogli interi dopo aver consultato libri su libri e riviste e i racconti dei nonni o di chi ne sapeva più di noi?

 

Oggi, tutto passa attraverso la tecnologia. Non esistono più i vecchi amici di penna perché oggi si chiamano amici di chat. I giochi per la prima infanzia sono cellulari, tablet, pc e questo stimola molto la velocità mentale del bambino, ma poco quella fisica. I bambini sanno utilizzare benissimo il telefono dei genitori e con il loro piccolo indice scorrono in solitaria le immagini sul tablet. Oggi pollice e indice non si incontrano più  per tenere una matita, oggi i bimbi non scarabocchiano più sui fogli ma colorano con l’ipad. 

Familiarizzare con la tecnologia fin da piccoli è positivo, ma abusare della tecnologia è nocivo. Spesso i genitori la utilizzano come valida alleata per distrarre i propri figli mentre loro sono impegnati in altro. Al ristorante vedo sempre più spesso bimbi perfettamente seduti con gli occhi fissi sul piccolo monitor che trasmette, incessantemente, i cartoni mentre i loro genitori mangiano tranquilli. Non li giudico, ma neanche li invidio, mentre passo accanto ai loro tavoli rincorrendo mia figlia quando giochiamo a nascondino. Spesso mi sento una “mamma amish” in relazione alla tecnologia e a mia figlia: lei ha tanti giochi tecnologici, ma anche tante regole da rispettare in merito alla tecnologia. Naviga in internet, ma solo se c’è un adulto e solo per un breve periodo di tempo. Quando andiamo fuori gioca con quello che c’è o si corre o si balla. Niente smartphone o tablet, niente maratona di cartoni, solo maratone reali tra tavoli, sedie, alberi.

Ecco, insegnate ai vostri figli il giusto approccio alla tecnologia che non deve diventare la loro migliore amica, ma una grande compagna di vita. Insegnate ai vostri figli come tenere una matita tra pollice ed indice e come rappresentare su carta la vita che è fuori dalla finestra ma, soprattutto, insegnate ai vostri figli a vivere la vita che è là fuori.

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