Educazione e sviluppo cognitivo

La pedagogia dell’errore: come i bambini apprendono tramite gli errori.

È giusto correggere ogni errore dei nostri figli?

Quanto è difficile per noi genitori lasciar fare ai nostri figli? Abbiamo paura che sbaglino, che non siano perfetti e correggiamo ogni loro errore. Ma siamo sicuri che aiutarli a crescere sia proprio questo? Correggere ogni loro errore è un bene?

Errare umanum est

Dicevano i latini.

Diceva una saggia donna, tanto tempo fa: “Noi vedremo come il bambino lavori da sè al proprio perfezionamento. La strada giusta gli è indicata non solo dagli oggetti che adopera, ma altresì dalla possibilità di riconoscere da soli i propri errori per mezzo di questi oggetti”. Questa saggia donna era Maria Montessori, donna lungimirante che parlava della pedagogia dell’errore, ovvero di quanto poter sbagliare sia educativo.

Il bambino piccolo cerca di mangiare da solo, ma sbaglia. Il cucchiaino si rovescia, la pappa è ovunque e lui ride, si sporca, ma tentando e riprovando riuscirà piano piano a mangiare da solo. Pazienza se si sporca, non importa. Tentativo dopo tentativo ci riuscirà.
Se noi genitori soffochiamo questa sua tendenza perché abbiamo l’ansia che si sporchi, che il pavimento si riempia di pappa, non lo lasciamo mai provare, correggiamo ogni suo errore, lui non imparerà mai.

Il piccolo cerca di lavarsi le manine da solo, ma nel contempo si bagna le manichine. Il bagno si allaga, però piano piano apprenderà i movimenti e diventerà sempre più esperto e saprà lavarsi senza bagnarsi. Non sostituiamoci ai bambini: non sono idrosolubili. L’acqua si asciuga, loro saranno orgogliosi dei risultati raggiunti.

Il mio bambino più piccolo sta imparando a salire e scendere le scale che portano al piano superiore di casa. Vuole fare da solo, per cui, quando sale, si aggrappa con una manina al corrimano, mentre con l’altra si appoggia allo scalino superiore e sale con le ginocchia. Non ama essere aiutato, anche se tenergli la mano lo rende più veloce e sicuro di sè, perché fare da solo gli serve per consolidare l’equilibrio e la capacità di mantenere l’equilibrio in una situazione precaria.

 

Imparare per tentativi ed errori

I bambini hanno bisogno di tentare, sbagliare correggersi senza un adulto che faccia per loro.
L’esperienza è la migliore maestra di vita.

Apprendere per tentativi ed errori serve ai bambini per imparare che non sempre si riesce a raggiungere il risultato voluto al primo colpo, ma che perseverando ed impegnandosi si può riuscire a fare ciò che prima non si era in grado di fare. È un atteggiamento che insegna ai bambini a ragionare in modo scientifico sviluppando la capacità di problem solving.

Altro motivo per cui è giusto lasciar sbagliare i propri bambini è che questo li rende autonomi. Innesca in loro il pensiero: “Questa volta non ci sono riuscito, ho fatto un errore, ma so che se mi impegno e non mollo ce la posso fare”. È molto importante questo passaggio, perché fa parte del percorso di crescita che porta i bambini verso l’autonomia.

Se a casa, infatti, i genitori possono accorrere subito in soccorso dei figli che non riescono a fare qualcosa, a scuola non è così. L’educatrice del nido, o l’insegnante della scuola dell’infanzia, seppur attente alle difficoltà dei bambini, non sempre accorrono tempestivamente in soccorso dei bambini, perché il gruppo ha una gestione diversa rispetto al singolo. Di conseguenza il piccolo è costretto a provare e riprovare, sbagliare e correggersi, diventando così autonomo.
Queste sono le basi per avere le sicurezze e la capacità di autogestione che saranno fondamentali quando il bambino entrerà nella scuola primaria, quando dovrà imparare a gestirsi, ad essere autonomo nella gestione dei compiti.

Il fatto che la mamma ed il papà si fidano dei bambini e lasciano che facciano da soli, inoltre, è importantissimo: dimostrano fiducia nei confronti dei loro bambini. Il messaggio che danno ai loro figli è “prova, non importa se sbagli, se cadi in errore: io so che hai le possibilità e prima o poi ce la farai!”.
Questa fiducia alimenterà la loro autostima e non avranno paura di sbagliare. Proveranno, magari non ce la faranno al primo colpo, ma sapranno di avere le capacità per riuscire, sempre. Anche quando saranno adulti e dovranno affrontare le sfide della vita.

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One comment

  1. 1

    verissimo! vedo spesso bambini che non possono muoversi che subito hanno qualcuno che fa per loro..
    Io ho sempre cercato di lasciare libera la mia soffocando la normale apprensione da mamma: ginocchia sbucciare e qualche graffio qua e la ma è da sempre autonoma e tenace… sta imparando che se vuole una cosa e sbagliando non l’ottiene al primo colpo può ritentare e ritentare finchè non la ottiene!
    grazie per questo articolo

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