Abbiamo un bambino, Mamma

Il tempo delle neomamme

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“Non avrei più tempo nemmeno per farti una doccia!”.

“Starai in pigiama tutto il giorno!”.

“Scordati di avere tempo per te!”.

Le future mamme sono tempestate di queste frasi terrorifiche sulla scomparsa del tempo per sè stesse almeno tanto quanto lo sono dai racconti splatter sul parto.tempo-neomamme

Siamo oneste: lo spazio personale si riduce e di parecchio, ma molto di pende da noi, dal nostro atteggiamento in merito alla maternità e alla gestione dei figli.

Il pericolo numero siamo infatti noi stesse e il nostro bisogno di controllo, di sentirci adeguate a quello che pensiamo sia “una buona madre”, ma anche il nostro terrore che nessuno sappia capire il nostro bambino quanto noi.

Balle.

Tanto per usare una metafora.

Impariamo a mollare il colpo, ad affidarci alle nonne e, addirittura!, ai papà per accudire i nuovi arrivati e andiamo a fare spese, a fare un giro dall’estetista o in biblioteca nascoste in un angolino a leggere un libro (no, in casa è pericoloso perché il bisogno di controllo ci costringerebbe a mettere il naso fuori dalla nostra stanza al primo pianto del pupo).

Impariamo ad affidarci, anche per il bene di nostro figlio che potrà così costruire un rapporto paritario con entrambi i genitori e con figure adulte diverse che diventeranno così un buon riferimento per il futuro.

Il secondo pericolo sono gli altri. Perché se quanto sopra vale è anche grazie alle persone che ci circondano. Che però non sempre sono di aiuto.

“Cosa sia una “buona madre” lo decidono gli altri. Il coro. Quelli che sanno sempre cosa si fa e cosa no. Cosa è giusto, saggio, utile. Quelli che dicono “è la natura, è così”: devi avere pazienza, assecondare i ritmi, provare tenerezza, dedicarti.

(Concita de Gregorio – Una madre lo sa)

Quindi stoppate le ansie degli altri. Devono esservi di aiuto non aumentare i vostri problemi.

Fatevelo dire da una che NON lo ha fatto e non ha saputo aiutarsi da sola.

So che è difficile, so che vi sembra di dover fare tutto voi, ma non è così. Chi vi sta attorno ha il dovere di aiutarvi e sostenervi. a partire da vostro marito che va solo a lavorare non a caccia di bisonti nella grande e selvaggia prateria, quindi non ha scuse per non darvi sostegno quando torna a casa.

E se si azzarda a dirvi che lui è tanto stanco e “in fondo tu non hai fatto nulla tutto il giorno”, obbligatelo a prendere un giorno di ferie, o ancora più semplicemente prendetevi un sabato tutto per voi e fategli vivere 12 ore della vostra vita facendo esattamente quello che fate voi (no, non vale smollare i figli alla nonna).

Vedrete che cambierà musica.

Prendersi il proprio tempo è possibile e soprattutto giusto. Fatelo. Amatevi. Fatevi amare.

E se avete bisogno di sfogarvi questo post è qui per voi.

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