Educazione e sviluppo cognitivo, FAMIGLIA

Il sonno dei bambini

Il sonno dei bambini

Uno degli scogli più duri per i neogenitori (e non solo!) è quello del riuscire a conciliare la propria salute mentale con il sonno dei bambini così spesso altalenante, scarso o a volte inesistente.

Il sonno dei bambini

Una volta la risposta era “Lascialo piangere che si fa i polmoni”, ma oggi sappiamo perfettamente che non è piangendo fino a spossarsi che i bambini terminano la maturazione polmonare.

Perché il sonno dei neonati è disturbato

Partiamo quindi dalle cause del problema. Un bambino di pochi giorni o mesi dorme a tratti perché:

  1. ha fame: il bambino deve crescere molto in questo periodo, più che in tutto il resto della sua vita, e quindi ha bisogno di risorse nutritive e le chiede a intervalli più o meno regolari sia che venga allattato al seno che con il biberon
  2. ha paura: da stretto e cullato 24/7 nella pancia, il neonato si ritrova staccato da tutto e tutti e questo lo spaventa quindi piange per tornare nella sua “comfort zone”
  3. forse ha le coliche, anche dette “le maledette”, che lo distrubano perché il suo stomaco e il suo intestino sono ancora immaturi
  4. forse ha il reflusso: attenzione! Non sempre un bambino con il reflusso vomita! Quello di mia figlia era del tipo “mucca ruminante”, per cui non rigettava mai il cibo ma continuava a tornarle su dallo stomaco e lei lo ingoiava di nuovo, ma il fastidio è anche superiore.

Il suo cervello è programmato per gestire in automatico questi problemi e per farlo con l’unico strumento che ha a disposizione: il pianto. Il bambino si sveglia, piange e così richiama l’attenzione di chi può aiutarlo a risolvere il suo problema.

Cosa fare

Di solito ci sono tre principali correnti di pensiero sul sonno dei bambini:

  1. Estivill ovvero il metodo “Fate la nanna” che per i bambini sotto i 3 anni è stato ritrattato perfino dall’autore (se cercano di convincervi che invece salva da ogni male fate leggere a chi vi scoccia “Facciamo la nanna” di Grazia Honneger Fresco: è illuminante)
  2. il sistema Tracy Hogg molto più comprensivo e umano, ma anche qui non credo applicabile universalmente, soprattutto se allattate al seno a richiesta (cosa non amata dall’autrice)
  3. il co-sleeping a oltranza ovvero il dormire tutti insieme nel lettone fino a che il bambino ne sente l’esigenza, ma qui dico che dovete essere molto convinti voi per primi e soprattutto avere un letto molto grande :-D Non dimenticate mai che se a voi dà fastidio non sarà un bene per nessuno (proprio come allattare al seno).

Noi pensiamo che non ci siano ricette universali su come comportarsi.

Se c’è una cosa in cui non credo è “IL metodo”, ovvero la ricetta che va bene per tutti.

Io ho allattato al seno per 15 mesi una bimba con reflusso che mangiava ogni ora e mezzo. Il reflusso ha innescato di notte un circolo vizioso di allatto-tengo in spalla per farla digerire-mi addormento con lei in spalla-si addormenta in braccio. Capite che poi mettere in piedi una routine del sonno normale è stata dura e abbiamo dovuto trovare un nostro sistema, che andasse bene per tutta la famiglia.

Anche perché un altro mito da sfatare è che tutti i bambini siano uguali. Ma dove?!?!

Voi siete uguali ai vostri fratelli? O al vostro collega? O alla vicina di casa?

Io e mio marito ci svegliamo prestissimo indipendentemente dall’ora in cui siamo andati a dormire. In vita mia non ho mai dormito oltre le 10.30 del mattino nemmeno quando facevo le quattro in discoteca.

Mia sorella è capace di tirare l’una del pomeriggio se la lasci fare.

Ida, mia figlia, è come me e suo padre una bambina che dorme poco. Se la lascio dai nonni al pomeriggio per problemi di lavoro sono certa che la sera sarà durissima perché da loro si addormenta (e ammettiamolo: appena dice “sono stanca”, loro provano un po’ a chiederle di giocare ma poi “Poverina aveva sonno!”…ed è la fine). Bene, se Ida dorme mezz’ora in un giorno in cui non ha fatto attività particolarmente stancanti tipo scalare una montagna, la sera tirerà mezzanotte. Se dorme un’ora sarà l’una e per un’ora e mezza si fanno le due.

Perché lei è così: una bambina che dorme poco.

Ho amiche con figli che per me vanno sotto la definizione di narcolettici.

Le nostre conclusioni sul sonno

Non pretendete dai bambini quello che non pretendereste da un adulto in vacanza dopo un anno di lavoro.

Cercate di capire che bambino avete di fronte, quali sono le sue reali esigenze di sonno e trovate un modo che concili le sue e le vostre.

Non dimenticate mai che oltre ai bambini ci siete anche voi e che se voi date di matto vostro figlio non ne avrà certo benefici.

Abbiate fede: anche i bambini insonni crescono (e infatti mentre scrivo questo post cerco inutilmente di svegliare Ida) :-D

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